04-06-2015
L’Area Marina Protetta (AMP) Porto Cesareo, istituita con D.M. 12/12/1997, interessa il litorale dei Comuni di Porto Cesareo e di Nardò, entrambi della provincia di Lecce. Questa Riserva Marina dello Stato è la terza per estensione in Italia, con una superficie marina di 16.654 ettari ed una linea di costa di circa 32 chilometri. La zonizzazione dell’AMP Porto Cesareo comprende tre aree a diverso grado di tutela, tra cui le Zone A, in cui l’accesso è interdetto, e le Zone B e C all’interno delle quali le attività umane (pesca, diporto, immersioni subacquee ricreative…) sono regolamentate e pertanto necessitano di una costante azione di controllo. Il lungo tratto di costa della Riserva Marina è caratterizzato dalla presenza di un sistema difensivo e di avvistamento di Torri Costiere fortificate erette per difendere il territorio dagli assalti dei Turchi e Saraceni. La costruzione delle torri fu realizzata in posizioni strategico-militari (cioè a catena) tali da permettere ad ogni torre il controllo di quelle adiacenti. Ne risultava una linea continua di fortificazione difensiva le cui singole torri comunicavano tra loro visivamente tramite segnali: fumate di giorno, fuoco di notte e/o acusticamente mediante campane. Oggi le torri si inseriscono in un contesto ambientale molto delicato con un’Area Marina Protetta, due Aree Protette terrestri regionali (Riserva Naturale Regionale “Palude del Conte e dune costiere” e Parco Regionale “Portoselvaggio E Palude del Capitano”), e ben 4 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) marini e terrestri. Il progetto, del costo di 1.2 Milioni di €, ha impegnato il Consorzio di Gestione dell’AMP Porto Cesareo per 5 anni, nell’arco dei quali l’intero territorio è stato dotato di un sistema di videosorveglianza a basso impatto visivo ma ad altissima tecnologia, costituito da videocamere a visione diurrna/notturna, radar, tre postazioni di controllo a terra, delle quali una presso la sede della Riserva Marina, una presso l’Ufficio Locale Marittimo, responsabile dei controlli all’interno della Riserva, ed uno presso lo scalo d’alaggio. Il sistema permette un monitoraggio capillare di questo vasto territorio, e consente di ottimizzare le risorse umane per la difesa del territorio contro gli attacchi all’ecosistema compiuti ai danni dell’ambiente. L’obiettivo principale del sistema è la rilevazione di intrusioni nelle Zone A dell’AMP, interdette all’accesso, e la documentazione delle infrazioni nelle altre zone della Riserva in cui le attività umane sono regolamentate (superamento delle velocità consentite di transito, pesca illegale, etc…), nonché la documentazione di infrazioni negli adiacenti Parchi Regionali (edificazione abusiva, occupazione abusiva spazi demaniali, intrusione nelle aree interdette, incendio..). Questo enorme potenziale, inoltre, è al servizio di tutte le forze dell’ordine, nell’ambito delle proprie specifiche competenze, con l’obiettivo di rafforzare la rete delle cooperazioni tra organi per la tutela della sicurezza e della legalità.